artista: Cristina Crespo

“Christnacht” di Hugo Wolf a Santa Maria sopra Minerva

6 Gennaio 2012

“Christnacht” di Ugo Wolf (1860 – 1903) e estratti dalla “Petite Messe Solonelle” di Rossini (1792 – 1868)

Il 6 gennaio si è tenuto nella basilica romana di Santa Maria sopra Minerva un concerto interessante e particolare.

Nicola Samale, direttore d’orchestra e compositore si è cimentato nell’ eseguire l’oratorio “Christnacht” di Hugo Wolf. Ha curato l’arrangiamento per due pianoforti a coda, coro, tenore e soprano. Un’esperienza  sia musicale che visiva, se si considera di avere davanti agli occhi il cristo sulla croce, a grandezza naturale, di Michelangelo e tutto intorno angeli, affreschi, sculture e quadri di altissimo livello (p. e. Filippo Lippi, Bernini…).

Sopra le rovine di un tempio del terzo secolo, attribuito, sembra, a Minerva, è stata eretta la basilica che è stata poi ampliata nel seicento, come era d’uso nella Roma di quell’epoca.
La basilica è situata proprio dietro al Panteon; davanti al suo ingresso si erge il gigantesco elefante di Bernini. (L’acustica però lascia a desiderare, cosa che ha costretto gli interpreti a sforzare la voce. Peccato… perché sono stati veramente bravi).

Il concerto ha  cominciato con il preludio della “Petite Messe Solonelle” suonata dal pianista Bruno Canino, poi la meravigliosa Irene Veneziano ha preso posto al secondo pianoforte e si è presentato il St. Paul’s Choir (ca. 35 cantanti) e ha eseguito il Kyrie. Il tenore d’opera Edoardo Milletti ha cantato il Domine Deus e il soprano Rosanna Savoia (vestita di una giacca pesante, ma lo stesso molto elegante) ha eseguito il O salutaris Hostia.

All’oratorio “Christnacht” di Hugo Wolf era dedicata la seconda parte del concerto (1860 – 1903). Un pezzo molto bello, tardo romantico con un arrangiamento meraviglioso del Maestro Samale e eseguito in modo impeccabile dai due solisti e dal coro. Un’opera difficile, che viene raramente rappresentata, molto lirica, ma senz’altro musica del 20esimo secolo. (Excursus: in alcuni tratti trovavo delle assonanze che mi ricordavano molto il song “I believe in Father Christmas” di Greg Lake che nel 2011 avevamo provato e poi presentato a Parigi con il nostro coro “Chor Classic’n Swing”. La musica principalmente è quella di “Lieuten ant Kije” – Troika di Prokovief).

“Christnacht” è stato composto su un testo (Seraphinische Heere) di August Graf von Platen. Wolf ha iniziato nel 1886, ma la prima ebbe luogo soltanto nel 1891, a Mannheim. Il giornale “Mannheimer Generalanzeiger” in occasione della prima pubblicò una lettera indirizzata al suo amico e mecenate Oskar Grohe, giurista e compositore dilettante, nella quale Wolf parla della sua composizione: “la mia composizione viene introdotta da due motivi che dominano tutta l’intera introduzione, crescendo fino al massimo splendore e poi decrescendo dolcemente fino a svanire. Questi due motivi simboleggiano la personalità di Cristo, del bambino e del vincitore del mondo. Un canto semplice fanciullesco, portato dai suonatori a fiato in legno: un vero canto popolare, che ho cantato io stesso da bambino nelle rappresentanze campestri naif della Santa Notte nella Stiria. Vi risponde il corno, più tardi si aggiungono i tromboni, pateticamente. E’ il motivo sul quale nel corso del pezzo canta il coro dei credenti le parole: Lode al nascituro, e sottolineo i credenti, perché non ritenevo compatibile un canto dei pastori – secondo quanto indica il poeta – con il carattere solenne e sfarzoso di questa frase:”
Chi non gli darebbe soldi per questo!

La domenica sera non c’erano né tromboni né ottoni. Pertanto Wolf non avrebbe gradito quest’arrangiamento.

A noi è piaciuto – soprattutto grazie alla passione con la quale i pianisti hanno suonato!

Wolf è stato un umile compositore-poeta, che ha iniziato la sua carriera come critico musicale spietato. Esiste una serie di Lieder accompagnati al pianoforte che confermano la sua grande sensibilità per il genere lirico.
Hugo Wolf ha assolto una parte del suo percorso formativo con Gustav Mahler. Ma dovette lasciare il Conservatorio già a 17 anni e da allora poteva contare solo su se stesso. Aveva sempre amici e mecenati che però lo sostenevano a mala pena. Spesso depresso e malato, il musicista sensibile morì nel 1903, all’età di solo 43 anni.
Christa Blenk (tradotto da Brigitte Mayer)

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