CD – Luigi Campoccia – On the way to Damaskus

Fouad Bellamine Artista: Fouad Bellamine

Luigi Campoccia – On the way to Damaskus (Sulla via di Damasco)

Dall’Isola d’Elba a Smirne.

Dall’incontro del pianista e compositore Luigi Campoccia, Önder Focan e Senol Filiz è nato un viaggio musicale con l’Orient Express.

La musica inizia con suoni nostalgici di Soufi-Jazz, subito e discretamente si intromette il sassofono e il suono diventa più classico. Daniele Malvisi non può negare l’influenza del suo padre-mentore, Charlie Parker. Vengono accennati leggermente degli Standards Jazz. Si inizia il viaggio! Con fretta alla stazione.(Ovviamente è un viaggio in treno e non con l’aereo. L’arrivo al Mar Mediterraneo richiede tempo e meditazione.) Il pianoforte riprende impazientemente e fa scorrere il paesaggio accanto a noi –  siamo ancora in Italia.

Breathing Shell – con calma placida arriva la notte. Continua così – sempre un andirivieni tra l’occidente e l’oriente. La strada è l’obiettivo. Le prossime tappe si chiamano Oasis, Cici Kiz, Middle Way. East meets West con tutte le incompatibilità obbligatorie che, tuttavia, non ci sono come si rivela dall’ascolto.

Si alternano estetica e ritmi occidentali e orientali e, in più, soffia anche il vento del Sahara. Soft Jazz e musica di sottofondo per riposare, prima che riprenda il viaggio.

Kacsam Birakip, Over the Carpet, Dawn Belly Dance. Un inizio romantico che, subito dopo, verrà accompagnato da un sussurro Soufi. Un bel brano di pianoforte ed io sento sempre un flauto, che comunque non esiste. Sembra di essere arrivati ed entra in gioco l’incanto orientale.

Adesso c’è da cercare ancora la dimora giusta; poi si passa briosamente e molto ritmicamente sul tappetto e, prima che ci manchi l’aria, si va subito ad una cena con animazione! Lì, dopo l’aperitivo e dei balli standard occidentali, ci aspettano i dervisci che turbinano in platea.

Il CD è fantasioso e stimolante.

Luigi Campoccia, pianoforte; Paolo Corsi, batteria e percussione; Rossano Gasperini, basso; Daniele Malvisi, sassofono; Aziz Senol Filiz, Ney Önder Focan, chitarra.

 Johann Wolfgang von Goethe, ispirato dal poeta persiano Hafis, si è confrontato nel 1819 con questo tema nella sua vasta raccolta di poesie “Divano occidentale orientale” in maniera molto lungimirante, romantica e nostalgica.

  « Chi conosce se stesso e gli altri / riconoscerà che anche qui /

 Oriente e Occidente non sono più separabili” (Goethe).

Trieste« Trieste »

opera César Borja – omaggio all’orientalista Richard Burton

 Christa Blenk – (tradotto da Birgit Käppeler)

VERSION IN DEUTSCHER SPRACHE

 

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