24 mai 2013 0 Commentaire

Opera de Elzbieta Sikora « Madame Curie » – articolo in italiano

 

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 Madame Curie – critique en français

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Portrait Elzbieta Sikora

 

Opera de Elzbieta Sikora

La prima assoluta di Madame Curie nell’UNESCO (11/2011 Paris)

Alla fine dell’anno della chimica l’ UNESCO festeggiò ancora un trionfo: la prima mondiale assoluta dell’opera Madame Curie di Elzbieta Sikora. Nella grande sala dell’UNESCO, la sala I, ci sono delle manifestazioni di ogni tipo. Il tema è cultural diversity: i 195 stati membri dell’UNESCO tentano di presentare il loro mondo e la loro cultura agli altri. Si può vedere delle rappresentazioni di balli asiatici, conferenze riguardanti poeti latino-americani e rappresentazioni di musica europea. Madame Curie è stata – dopo la rappresentazione dell’anno scorso dell’opera/teatro Experimentum Mundi di Giorgio Battistelli – di gran lunga l’evento più interessante e affascinante. La grande sala I dell’edificio Fontenoy certamente non è un luogo ideale per concerti e opere; ma l’ensemble ha dato prova che è un luogo possibile.

Già due anni fa la compositrice polacca Elziebta Sikora – che è arrivata a Parigi negli anni 60 e tuttora ci vive e lavora – ha iniziato con il lavoro di Madame Curie. Forse era previsto che quest’opera potesse essere rappresentata in prima assoluta alla fine dell’”anno della chimica”, ma in ogni caso è stato una cosa molto positiva per l’UNESCO e gli spettatori. Il libretto è di Agata Miklaszeweska – che avendo studiato psicologia e ha messo in risalto i problemi umani di Marie Curie. E’ stato secondario, cosa avesse finalmente sviluppato o scoperto. Determinanti sono stati la morte di suo marito, la sua Affaire con Paul Langevin, il suo problema con la società francese (soprattutto con gli uomini), e la sua indecisione, di ritirare o meno il premio Nobel, le sue ambizioni, l’America ecc.

Gioie, dolori, invidia, morte, provvidenza: Teatro greco allo stato puro. Al podio stava Wojciech Michniewski e dirigeva l’Opera baltica di Danzica. Strumentisti, coro, pianoforte concertando (qualche volta), grandi arie per i solisti, visioni nella scena accompagnati da una musica che continuamente cambiava, raccontava…

 Nella Madame Curie Elzbieta Sikora si è anche avvalsa delle sue esperienze con la musica elettronica con Pierre Schaeffer – ma non ha escluso la classica. Appositamente, dice. Arie incantevoli, soprattutto per Marie Curie, soli interessanti come il solo per clarinetto che accompagna Loie Fuller, meravigliosi pezzi di coro – il coro del resto gioca un ruolo molto importante a partire da metà dell’opera, p. e. quando i rumori del coro che legge il giornale intervengono nella musica, o nel duo delle tazze (c’è un pezzo simile nelle Tre Sorelle di Peter Eötvös – ma il presente è quello che è riuscito meglio) delle due figlie di Marie Curie, che vogliono costringere i genitori a prestare loro attenzione. (Io spero molto che Bernard Jourdain voglia interessarsi di Madame Curie con la sua opera Côté Chour).

E’ piuttosto difficile catalogare la musica – Elzbieta Sikora lo conferma in un’intervista.

Si è molto occupata di Marie Curie, ha letto le sue biografie e si è occupata di chimica e fisica. Forse è proprio grazie a questo che la sua creazione è riuscita così compatta e avvincente – lirica e contemporanea, poetica. Non esistono molte donne compositrici. Se lei ha elaborato anche tratti autobiografici non è dato a sapere – ma certamente ha dovuto lottare nella sua vita. Ambedue le donne venivano dalla Polonia e hanno scelto Parigi come loro seconda patria. Nel 1981 Elzbieta Sikora nel concorso per compositrici della città di Mannheim ha ottenuto il primo premio. Chantal Cazeaux ha accennato nella sua critica francese alla Classe Morta di Kantor – forse non solo a causa dei coristi simili a bambole.

Teatro musicale o opera? 30 quadri raccontati. La scenografia praticamente non cambia mai. Nel centro – davanti all’orchestra – un grande tavolo, dietro il quale c’è Anna Mikolajeczyk, che rappresenta una meravigliosa Marie Curie, con il suo camice grigio di laboratorio, i cappelli leggermente spettinati – quasi trascurata. Ad ogni lato del palcoscenico c’è una tribuna per il coro. Lo stesso rappresenta il pubblico e da questa tribuna Marie viene ammirata, lodata, insultata, disprezzata. I suoni d’insieme hanno raccontato la storia che si poteva leggere sopra il palcoscenico (l’opera era in lingua polacca).

La gente va e viene – Marie c’è sempre. Sul tavolo giace prima suo marito Pierre dopo l’incidente mortale e dopo Loie Fuller, la danzatrice meravigliosa, che accede al palcoscenico quasi sospesa – innocente, fragile, con la camicia da notte bianca, poi balla con Marie, finisce sul tavolo e vi muore – anche una vittima del Radio? La danzatrice americana Loie Fuller venne a Parigi nella Belle Epoque e destò grande meraviglia con le sue coreografie magnifiche. Una volta chiese anche alla Curie un poco di Radio per uno dei suoi costumi. Ma non so, se lo ha ottenuto. Nel libretto della Signora Miklaszeweska la risposta è affermativa.

Le opere contemporanee spesso hanno una vita breve. Vengono create, c’è la prima assoluta, e poi scompaiano spesso negli archivi. Questo senz’altro non sarà il destino di Madame Curie.

 Quando è stata annunciata la rappresentazione, mi sono preparata a un pezzo udibile con difficoltà e ho aspettato con gioiosa trepidazione quest’evento. Poi la rappresentazione è stata del tutto differente – dovevo pensare alle rappresentazioni delle opere di Henze, ma non esattamente. Mi piacerebbe molto rivivere quest’emozione ancora una volta. Purtroppo non è stato possibile per me, essere presente alle rappresentazioni dell’ultima settimana a Danzica.

 Christa Blenk

(tradotto da Brigitte Mayer)

 

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